La necropoli di Lanuvio e la Stipe votiva.

 

Nel Luglio del 2012 l’intervento del Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico della Guardia di Finanza ha consentito di interrompere uno scavo clandestino e di recuperare - in località Pantanacci una gran mole di materiale votivo destinato al mercato antiquario internazionale. Il sito archeologico si colloca nei rigogliosi boschi dell'antico ager lanuvinus, non lontano dal celebre santuario di Giunone Sospita; si identifica come una stipe votiva collocata in un antro naturale, interessato già in antico da interventi antropici.

 

Il costone roccioso accoglie diverse cavità consecutive e probabilmente comunicanti, dalle cui pareti di fondo tutt'oggi sgorgano spontaneamente acque sorgive attraverso varie aperture, si riteneva che queste acque avessero proprietà terapeutiche e salutari, favorendo lo sviluppo di un culto di divinità ad esse connesso.

 

Gli oggetti donati appartengono a tipologie differenti, con una cronologia prevalentemente orientata al IV – III secolo a. C.. Per quanto concerne il vasellame, sono presenti prevalentemente ceramiche a impasto e ceramica a vernice nera (tra cui spiccano esemplari miniaturistici e pezzi sovra dipinti); riguardo i votivi anatomici, invece, sono stati riportati alla luce modelli raffiguranti mani, piedi, gambe, braccia, figurine intere (maschili, femminili e di infanti fasciati), busti con intestino, vesciche, mammelle, uteri, falli, vulve, orecchie, mascherine con occhi, teste maschili e femminili e, soprattutto, l’inedita tipologia dei cavi orali.

 

L’azione cultuale prevedeva anche offerte di cibi e bevande alla divinità, di cui sono stati trovati i resti di combustione.

 

Informazioni: http://www.sotterraneidiroma.it/