Le Leggende sulla Campania: Spiriti Del Focolare. 

In Campania sono molte le leggende e i racconti relativi alla casa e al focolare domestico. Ci sono, ad esempio, le storie sulla "Bella 'Mbriana", lo spirito buono della casa ... ma anche quelle sul "Munaciello", il piccolo monaco dispettoso ... Scopriamo insieme le leggende e il folklore della Campania ... Come la leggenda di Maria D'Avalos, una principessa assassinata per gelosia dal marito dopo aver scoperto una sua relazione extraconiugale.

Tutto il nostro paese è una terra di contrasti. Non dobbiamo quindi meravigliarci leggendo la descrizione che l'autore Guido Piovene fece della Campania: la definì infatti come una regione che cambia stile tra un luogo e l'altro. È classica la zona costiera a nord di Napoli, sono dolci e leggere le terre ai piedi del Vesuvio ed è medievale, monasteriale, la zona di Amalfi. E’ proprio questa varietà ad aver fatto sì che la Campania sia una delle regioni italiane più conosciute in tutto il mondo: ogni anno migliaia di turisti restano affascinati dal mare incontaminato di Ischia, dalle sagome viola dei monti stagliate sul tramonto, dalle rocce del Golfo di Sorrento; ma anche dai profumi della terra, il rosso dei pomodori, il giallo dei limoni, le risate di un popolo gioviale e semplice, i canti evocativi, fieri. Si respira un'aria familiare, un'aria di casa. Sì, la Campania è una terra paziente e generosa, e come tale ti fa sentire sempre a casa.

#Leggende
#Folklore

https://youtu.be/tVyrb5U9G3E

Molte leggende della Campania, forse non a caso, sono proprio legate al focolare domestico. Esiste per esempio uno spirito benevolo chiamato la Bella 'Mbriana. Si tratta di un’entità protettrice, dispensatrice di consigli o portatrice di pace fra le mura domestiche. Che assuma le forme di un piccolo geco oppure del vento che muove le tende, è indubbio che la 'Mbriana sia un essere di luce, solito manifestarsi durante le giornate di sole e alle prime ore del pomeriggio. Tuttavia, non bisogna mai offenderla, in nessun modo. Ristrutturare la casa oppure operare delle piccole modifiche sarebbe un sopruso troppo grande. In questi casi si dice che la 'Mbriana potrebbe addirittura provocare la morte di un membro della famiglia. Lo stesso accadrebbe anche tenendo la casa in disordine, oppure trascurandone la pulizia. La 'Mbriana chiede insomma rispetto, affinché la sua influenza positiva possa essere esercitata. Non dovreste quindi sorprendervi se, pranzando a casa di qualcuno, doveste notare un posto in più apparecchiato a tavola.

((Video Bella 'mbriana · Pino Daniele))

https://youtu.be/heqVKk5aNPs

Ma la Bella 'Mbriana ha anche una nemesi: il suo opposto, il suo gemello oscuro … per così dire … una creatura malvagia e sadica detta Monaciello. Secondo la tradizione il Monaciello avrebbe le sembianze di un bambino o di un ragazzino deforme, vestito con un saio e due scarpe con fibbie argentate. È molto simile all’idea che possiamo avere degli gnomi, in un certo senso. Se non che, pare, il Monaciello in passato sia esistito davvero. Nel 1445 la giovane Caterina Frezza, figlia di un ricco mercante, si innamorò di Stefano Mariconda, un povero garzone. La loro unione era ovviamente contrastata, ma i due decisero di coronare il loro sogno d'amore fuggendo da Napoli. Durante la notte, però, Stefano venne attaccato e ucciso da un sicario mandato dal padre di Caterina. Con il cuore spezzato, la ragazza si rifugiò in un convento, dove diede alla luce un bambino: il figlio di Stefano, certo. Ma il bambino era orrendamente deforme: la testa sproporzionata, il corpo incurvato. La madre vestiva il piccolo con un saio da monaco, sperando così di nascondere il più possibile la deformità del figlio. Finché un giorno Caterina morì in circostanze misteriose. Il bambino venne espulso dal convento e scomparve nel nulla. Gli abitanti della zona sostenevano fosse stato portato a sé dal diavolo in persona. Si dice che il piccolo fosse proprio il Monaciello, e che i continui sgarbi ricevuti dalle persone che lo incontravano lo abbiano reso un essere crudele, colmo di risentimento, colmo di vendetta.

Quale che sia la verità, la tradizione campana descrive il Monaciello con una creatura che di tanto in tanto visita le case. Non bisogna mai fidarsi di lui. A volte lascia monete o regali … ma non sono apprezzamenti … È semplicemente un tentativo per trascinare i vivi dalla sua parte. Si dice che compaia di notte, mentre gli abitanti della casa dormono, evocato dalla sofferenza e dell'angoscia provata all'interno delle mura domestiche. Spesso propone delle soluzioni per risolvere le diatribe famigliari, o addirittura per riscattare una famiglia dalla povertà. Spesso fa riferimento ad un fantomatico tesoro preziosissimo in suo possesso. In questi casi … sta mentendo. Se una persona è sufficientemente sprovveduta, ingenua, o semplicemente abbastanza disperata da credergli, il Monaciello la condurrà per mano all'interno di un labirinto di tunnel sotterranei, molto simili alle vie sotterranee di Napoli, per poi abbandonarla al suo destino, o ucciderla in maniera crudele. E solo coloro che sono malvagi o avidi riusciranno a trovare effettivamente il tesoro. In quel caso, però, la loro anima verrà corrotta, nell'aldilà…

La Campania è una terra ricchissima di racconti simili, ma come in ogni luogo non esistono ancora tantissimi. Se siete molisani raccontate le vostre leggende locali qui sotto nei commenti, e rendete partecipi tutti noi del vostro patrimonio folkloristico. Diffondiamo tutti insieme le tradizioni italiane, perché spesso le suggestioni più spaventose si annidano a casa nostra…

Un'altra leggenda locale é quella di Maria D'Avalos, una principessa assassinata per gelosia dal marito dopo aver scoperto una sua relazione extraconiugale. Attualmente si dice che vaghi il suo spirito a Piazza San Domenico Maggiore, nel cuore di Napoli e si dice che si manifesti sotto forma di nebbia o di vento.

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