Il Macabro Caso della Piccola JonBenet Ramsey

Il caso della piccola JonBenet, la bambina americana che diventò famosa per la sua strabiliante bellezza, non fu mai risolto. Resta tutt'oggi uno dei gialli più famosi d'America ... 

JonBenet Ramsey è stata una bambina americana che diventò famosa alla tenera età di soli 6 anni per via della sua strabiliante bellezza. Nacque ad Atlanta, in Georgia, il 6 agosto del 1990. Alla tenera età di soli nove mesi la sua famiglia si trasferì nel Colorado. JonBenet era figlia di un ricco e noto imprenditore informatico, che costruì la sua fortuna partendo dal suo garage, e di Patricia, una ex reginetta di bellezza incoronata Miss West Virginia nel 1977.

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JonBenet durante la sua breve vita frequentò scuole di alto rango: i Ramsey infatti erano una tipica “happy Family” dell’alta borghesia americana. La piccola aveva un fratello, Burke, nato nel 1987. Vista la sua notevole bellezza, i suoi genitori cominciarono ad iscriverla a vari concorsi all'età di soli 4 anni. Madre e figlia, accompagnate spesso dal piccolo Burke, viaggiavano per gli interi Stati Uniti, e al momento della morte JonBenet aveva vinto molti concorsi di bellezza infantile, non solo a livello regionale, ma anche a livello nazionale. A soli 6 anni JonBenet vantava un curriculum da vera professionista. La sua ultima comparsa fu il 22 dicembre del 1996, tre giorni prima della sua morte, dove la piccola si esibì in un concerto natalizio, sfilando con alcuni abiti di scena. E proprio in quell'occasione venne incoronata piccola Miss Natale, vincendo una medaglia per il suo enorme talento.

Il giorno di Natale del 1996 i Ramsey si recarono ad una festa a casa di amici, una delle numerose occasioni mondane a cui la famiglia, tra le più importanti della città, partecipava nel periodo natalizio. Quando si fece tarda sera la famiglia rientrò nella loro casa, situata a poche miglia di distanza dal posto. Attorno alle 22:00 i bambini vennero mandati a letto, mentre Patricia e John preparavano i bagagli in vista della partenza per il giorno successivo. In quel periodo Patricia era affetta da una grave neoplasia alle ovaie, e si sottoponeva a numerosi cicli di chemioterapia. Proprio per questo motivo non era molto entusiasta della partenza. Ed è proprio in quella bella e grande casa, ricca di armonia e pace, che per un bambino rappresenta l'ambiente ideale per una sana crescita, che le cose preso una brutta piega. La stanza dei genitori era situata al terzo piano, quella dei piccoli al secondo. I piani erano in comunicazione tra di loro mediante una serie di scale. Intorno alle 5:30 del mattino Patricia si allontanò per prendere dell'acqua e accertarsi che i piccoli stessero bene. Ma proprio su quelle scale di servizio, che conducevano alla cucina, rinvenne una lunga lettera di riscatto vergata a penna, su due fogli strappati da un quaderno appartenente alla stessa Patricia. E a nome di una non meglio precisata fazione straniera, che rispettava il suo lavoro, ma non il paese per il quale lo svolgeva. Ordinava a John Ramsey di preparare la somma in contanti di 118 mila dollari per il riscatto di sua figlia, precisando che se avessero recapitato la somma, alla piccola non sarebbe stato torto neanche un capello.

La lettera in originale, tradotta in italiano, riportava quanto segue: “Signor Ramsey, ascolti bene: siamo un gruppo di persone che rappresentano una piccola fazione straniera. Rispettiamo il suo lavoro ma non la nazione per quello svolge. In questo momento abbiamo sua figlia in nostro possesso. È sana e salva, e se vuole che veda il 1997 deve seguire le nostre istruzioni alla lettera. 100.000 devono essere in biglietti da 100 e altre 18 mila in biglietti da 20. Si assicuri di portare alla banca una valigetta di dimensioni adeguate; quando torna a casa, metta i soldi in una busta di carta marrone. La chiamerò domani mattina tra le 8:00 e le 10:00 per darle le istruzioni per la consegna. La consegna sarà faticosa, per cui le consiglio di essere riposato. Se vediamo che preleva i soldi prima, la chiamerò presto per accordarci su una consegna anticipata, e quindi una riconsegna anticipata di sua figlia. Ogni deviazione dalle mie istruzioni causerà l'immediata esecuzione di sua figlia. Non avrà nemmeno i suoi resti per il funerale. I due signori che la tengono in custodia non hanno una particolare simpatia per lei, per cui la avverto di non provocarli. Parlare a chiunque della sua situazione, come alla polizia, all’ FBI eccetera … avrà come risultato la decapitazione di sua figlia. Se la vediamo parlare anche con un cane, lei muore. Se lei avverte la banca, lei muore. Se i soldi sono in qualsiasi modo segnati o manomessi, lei muore. Può provare ad imbrogliarci, ma sappia che noi conosciamo molto bene le tattiche e le contromisure delle forze dell'ordine. Ha 99 possibilità su 100 di uccidere sua figlia … se tenta di fregarci. Segua le nostre istruzioni e avrà il 100 per cento di possibilità di riaverla indietro. Lei e la sua famiglia siete sotto controllo costante, così come le autorità. Non tentare di fare il furbo, John! Non sei l'unico ricco dei dintorni, per cui non pensare che per noi uccidere sia facile. Non ci sottovalutare John: usa quel tuo buon senso del Sud! Adesso dipende da te, John. Vittoria! Siglato S.B.T.C.”.

Alle 5:52 Patricia chiamò il 911 per denunciare il rapimento della bambina. Gli inquirenti appurarono che la somma richiesta dai presunti rapitori ammontava all'esatto valore di un bonus natalizio che John Ramsey aveva ricevuto. Ma nonostante la lettera imponesse ai familiari di non avvisare nessuno pena l'esecuzione della piccola, Patricia telefonò immediatamente alla polizia, a parenti e ad amici.
Gli agenti non trovarono mai segni di intrusioni o di effrazione. Intorno alle 13:00 di quello stesso giorno il detective della polizia Linda Arndt chiese a John Ramsey di poter ispezionare la casa in cerca di qualche indizio o di qualche traccia che potesse aiutare le indagini. L'ispezione iniziò dal seminterrato e proseguì verso il bagno, una stanza dedicata agli hobby e altre camere adibite alla lavanderia. Da ultima fu ispezionata anche la cantina, ed è qui che i detective fecero una scoperta terribile…

Sul pavimento, avvolto in una copertina bianca, giaceva il corpo esamine della piccola. La bambina indossava ancora il pigiama, ed era riversa supina con le braccia verso l'alto, al di sopra della testa. La sua bocca era coperta da un pezzetto di nastro adesivo, mentre il collo e i polsi erano legati con una corda di nylon, lasciata stranamente molto allentata. Il manico rotto di un pennello lungo 10 centimetri appartenente a Patricia era stato usato per avvolgervi attorno un capo della corda di nylon, in modo da formare una garrota. In un primo momento il padre tentò una disperata rianimazione portando il corpo della piccola al piano superiore e adagiandola sul pavimento vicino all'albero di Natale ormai spento. Ma ogni tentativo fu vano… Alle 13:50 l'abitazione fu dichiarata scena del crimine e posta sotto sequestro.

Il via vai di gente, i continui spostamenti del corpo della piccola vittima e la confusione generale, che regnava quel mattino del 26 dicembre del 1996, pregiudicarono irrimediabilmente la scena del crimine e la ricostruzione dell'omicidio.

In seguito all'autopsia si scoprì che la piccola fu uccisa per strangolamento: furono trovate abrasioni nella parte posteriore del dorso e delle gambe, che vennero attribuite ad un probabile trascinamento del corpo.

Il caso della piccola JonBenet non fu mai risolto. Resta tutt'oggi uno dei gialli più famosi d'America, ma i principali sospettati furono i genitori della bambina, anche se per un certo periodo venne sospettato persino suo fratello che all'epoca aveva solo 9 anni …