Il lato oscuro del Natale
Il Natale non è solo una festività di sorrisi, regali e decorazioni ma ha anche un lato oscuro.

Il natale è senza dubbio una delle epoche più belle dell'anno. Il momento per riunirsi con la propria famiglia, scambiarsi regali e per cercare di essere un po' più buoni. La storia però ci insegna che è esistito ed in certi casi esiste tuttora un lato oscuro di questa festività. Oggi ti accompagnerò in un viaggio alla scoperta di un aspetto del Natale che in pochi conoscono, ma per chi è affascinato dal mistero e dai racconti di paura, risulterà davvero affascinante.

Ecco quindi il lato oscuro del Natale...
Il natale è un'epoca dell'anno ricca di tradizioni ed usanze, che sono state portate avanti di generazione in generazione. L'albero di Natale, il presepe, i regali natalizi, le decorazioni, ecc...Tra tutte queste usanze però, ce n'è una che non è riuscita a perdurare nel corso del tempo. Soprattutto durante l'epoca vittoriana infatti, il 25 di dicembre si era soliti riunirsi con la famiglia di fronte al caminetto per raccontare delle storie. La maggior parte di esse, storie di fantasmi o legate al paranormale. Si credeva infatti che a Natale gli umani potessero entrare in contatto con il mondo degli spiriti. Che questo fosse il periodo dell'anno in cui tutto ciò che è soprannaturale, diventasse possibile. Una prova di questo è una delle opere più famose legate a questa festività: A Christmas Carol di Charles Dickens, in italiano: Canto di Natale, dove il protagonista viene visitato proprio da tre fantasmi. Quello del Natale passato, quello del Natale presente e quello del futuro. A Christmas Carol è un'opera che contiene anche un messaggio di speranza, ma Charles Dickens utilizzò dei fantasmi in essa, proprio conoscendo questa stretta relazione tra Natale e paranormale. Il fatto che la festa sia ora legata alla natività di Gesù, non è sempre stato così ed ha fatto lasciare da parte questo suo aspetto un po' spaventoso e difatti in alcune culture questo lato terrificante non è stato perso del tutto.

In alcuni paesi come Bulgaria, Turchia, Serbia e Grecia, il 25 di dicembre farebbe la sua apparizione un essere malvagio e malefico che abiterebbe nelle profondità della terra. Quest'elfo dal giorno di natale fino al 6 di gennaio, avrebbe la possibilità di emergere alla superficie per seminare il caos sulla terra. I greci credono che collocare un colino di fronte alla porta di casa o lasciare acceso il fuoco nel caminetto, non permetterebbe a questo malvagio essere di entrare nelle loro case, ma chi dovesse dimenticarsi di farlo potrebbe cadere vittima delle sue cattive intenzioni. Questo essere malvagio, non sarebbe l'unico demone natalizio.

In Austria, Germania ma anche in Alto Adige, a dicembre troviamo i Krampus. Esseri demoniaci costretti a servire San Nicolaus ma anche dediti a punire i bambini che disobbediscono ai genitori e che non si sono comportati bene durante l'anno. In Norvegia invece si crede che la vigilia di Natale le streghe e gli spiriti cattivi escano dai loro nascondigli in cerca di scope. Forse questa credenza non è così terrificante, ma l'idea che durante la notte le strade brulicano di streghe ed esseri malvagi non è neppure confortante. Per potersi proteggere, le famiglie nascondono tutte le scope nel luogo meno accessibile della casa.

Le due figure che senza dubbio si meritano il premio delle più spaventose, sono quelle che provengono dall'Islanda. Il gatto di Yule e la donna orco Grýla. Il gatto di Yule, conosciuto anche come Jólakötturinn è un enorme gatto nero dal temperamento malefico ed occhi che brillano come carboni ardenti. Fa la sua apparizione durante la notte della vigilia di Natale. A differenza della maggior parte dei gatti che vanno a caccia di topi, il gatto di Yule va a caccia di umani. Le sue vittime preferite sono quelle che non sono riuscite a procurarsi il regalo o producendolo con le proprie mani, un capo di abbigliamento nuovo da indossare il 25 di dicembre. La tradizione risale al 1700, dove le storie legate a questa figura erano davvero raccapriccianti. Nell'ottocento il gatto di Yule veniva usato per spronare gli operai a concludere la lavorazione della lana, prima della fine dell'anno. Coloro che lavoravano di più, venivano ricompensati proprio con un capo d'abbigliamento. Ma alla metà del 1700 questo gatto malvagio, veniva usato soprattutto per spaventare i bambini che disobbedivano o quelli troppo pigri che non aiutavano i genitori nel lavoro di tessitura. Si diceva che il gatto di Yule apparisse di notte li rapisse e li desse in pasto alle creature dell'inferno.

I racconti legati a questo gatto erano così terrificanti che nel 1764 venne emesso un editto che vietava di usarli per spaventare i bambini, ma chiaramente l'editto non fu mai efficace e tempo dopo venne annullato. Il gatto di Yule sarebbe legato anche alla figura di Grýla, una donna orco terrificante conosciuta come la madre di tutti i troll d'Islanda. Anche lei punirebbe i bambini cattivi rapendoli e cucinandoli vivi. Secondo la leggenda, Grýla ebbe tre mariti da cui nacquero 72 bambini. Questi bambini si sarebbero trasformati in Troll, figure malefiche anche loro dediti all'omicidio e ad azioni malvagie. Tutto questo ci dimostra come il fascino per il mistero e le storie di paura sia sempre stato presente, anche in epoche molto remote. Certo forse ci risulta strano associarlo al Natale che conosciamo noi, ma non per questo è un aspetto di questa festività meno affascinante.

https://youtu.be/nWZrngdyhjE