La Leggenda del Necronomicon: Il Libro dei Morti

Avete presente il film “La Casa”? Nel film un gruppo di amici decide di passare un week end in un cottage fra i boschi. Esplorando l'edificio si imbattono in una botola. Qui trovano un vecchio libro impolverato: si intitola “Necronomicon” e presenta una strana rilegatura e delle scritte in una lingua antica. Accanto al libro i protagonisti trovano anche un nastro: c’è incisa sopra una voce che recita una formula tratta dal libro. Quelle parole evocheranno i demoni che danno avvio alle vicende del film … ma molti di voi già conosceranno questa storia. Ciò che però forse non sapete è che quel libro, il Necronomicon, è soltanto l'ennesima incarnazione di una leggenda molto più complessa, una leggenda che ha origine dalla penna dell'autore Howard Phillips Lovecraft. Per voi quindi ecco il mito del Necronomicon, il libro dei morti.

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Precisiamo fin da subito una cosa: il Necronomicon non esiste; è soltanto una leggenda, un mito letterario. Tutto iniziò nel 1924 quando l'autore di racconti horror Howard Phillips Lovecraft scrisse una storia intitolata “Il cane”. La storia raccontava di due amici, che annoiati dalla vita quotidiana si dedicavano all'occulto. Nella loro biblioteca, dice Lovecraft, spiccava un vecchio tomo intitolato Necronomicon. Era un testo antico, che conteneva rituali e formule di magia nera. Questo stesso libro apparirà poi anche in altre diciassette storie di Lovecraft. A volte viene solo citato, altre volte vengono aggiunti piccoli dettagli: il mito del Necronomicon, quindi, diventa una specie di universo letterario a sé stante, un immaginario che fa da sfondo alle storie dell'orrore di fantascienza dell'autore. Ma l'intera faccenda è talmente affascinante che anche altri colleghi di Lovecraft cominciano a citare il libro nelle loro opere. Alla fine degli anni venti, così, la leggenda del Necronomicon è talmente dettagliata che i lettori iniziano a pensare che il libro esista davvero. Lovecraft smentì ripetutamente la cosa: più volte dichiarò che il libro dei morti era soltanto frutto della sua immaginazione … che l'idea gli era venuto in sogno … che aveva semplicemente unito alcune credenze cristiane alle leggende babilonesi che lo affascinavano … Ma nessuno sembrava credergli; anzi, il fatto stesso che l'idea del libro fosse venuta in sogno rafforzava ancora di più la concezione che quel tomo fosse davvero qualcosa di oscuro e potente. Nel 1927, così, Lovecraft uni tutti gli elementi che lui e gli altri avevano descritto riguardo al Necronomicon e compose un saggio intitolato appunto “Necronomicon, il libro dei morti”. Qui l'autore stabilì i punti cardine della mitologia di questo testo: ogni singola parola del saggio era frutto della sua immaginazione. Ma ancora una volta i lettori si convinsero che era tutto reale.  Lovecraft parlava delle Necronomicon come di un antico tomo rilegato in pelle umana, scritto col sangue, in cui erano contenuti rituali talmente potenti da portare alla distruzione del mondo.

Ma qual è la storia che starebbe dietro a queste formule? Lovecraft racconta che il Necronomicon venne composto intorno al settecento dopo Cristo. L'autore era un poeta pazzo di nome Abdul Alhazred, che abitava nell'attuale Yemen. Durante la sua vita l'uomo compì numerosi pellegrinaggi fra le rovine di Babilonia, e lungo il suo cammino venne in contatto con un terribile segreto: attraversando il deserto dell'Arabia meridionale, infatti, si imbatté nelle rovine di una civiltà antichissima … più antica del mondo stesso. Qui venne a conoscenza della verità che sta dietro all'origine di tutto … Nei tempi remoti l'universo era governato da un gruppo di divinità chiamate “Grandi Antichi”.  Lovecraft fornisce persino delle descrizioni accurate e dettagliate di questi esseri: i Grandi Antichi erano governati da due Supremi, chiamati Cthulhu e Yog-Sothoth. Erano creature infinitamente più potenti dell'uomo, capaci di trascendere il tempo e lo spazio, capaci del bene e del male, creatrici di tutte le religioni. I Grandi Antichi tuttavia vennero messi a tacere: tramite un incantesimo, infatti, furono fatti addormentare … come in letargo … e tuttora sarebbero ancora lì, in attesa di essere svegliati. Il poeta Alhazred avrebbe così raccolto tutti gli incantesimi volti a risvegliare le divinità e il loro catastrofico potere; queste formule sono state redatte e suddivise in sette capitoli, che vanno a formare il Necronomicon. Lovecraft poi ci dice che il libro dei morti venne bandito per secoli,  in quanto iniziarono a formarsi numerose sette che tentavano di risvegliare i grandi antichi. Lo vediamo riapparire però intorno all'anno mille, quando il bizantino Teodoro Fileta lo tradusse per la prima volta in greco. Da qui il tomo ebbe una diffusione sotterranea durante il corso dei secoli: lo vediamo apparire nel Medioevo e nel Rinascimento, in Italia, Germania, Olanda … addirittura ne esisteva una copia nel 1692, durante i processi di Salem. Attualmente ne sono rimasti pochissimi esemplari, dice Lovecraft, in quanto la maggior parte delle stampe sono state bruciate o distrutte. Fra le copie esistenti, una sarebbe conservata al British Museum di Londra, e l'altra sarebbe in possesso di un collezionista privato di Boston. Nessuno con cattive intenzioni, ad ogni modo, dovrebbe metterci le mani sopra.

Ma quali sono i rituali contenuti nel Necronomicon? Perché sono così terribili? Come dicevamo, il Necronomicon è composto da sette capitoli. Il primo è chiamato “Libro dei Nomi Perduti” e racconta il viaggio di Abdul Alhazred e di come egli sia venuto a conoscenza dei nomi dei Grandi Antichi. Il secondo capitolo invece è il “Libro degli Antichi”, dove viene narrata la loro storia. I restanti capitoli, infine, sono chiamati “Libro dei Luoghi”, “Libro delle Vocazioni”, “Libro dei Materiali”, “Libro dei Segni” e “Libro dei Rituali”. Ognuno di essi contiene istruzioni specifiche e dettagliate circa le modalità di evocazione degli Antichi.

Come potete intuire, gli elementi di questa storia sono davvero molti; e nonostante siano pura fantasia, sono talmente dettagliati che i lettori non riuscirono mai a comprendere fino in fondo che si trattava semplicemente di letteratura … Il fatto poi che questi dettagli vennero ripresi da numerosissime fonti, film, musica, libri … anche dopo la morte di Lovecraft, rafforzò la convinzione che il Necronomicon era davvero un manoscritto di magia nera redatto nei tempi antichi. La convinzione era tale che a partire degli anni settanta iniziarono persino a comparire delle copie del libro: si trattava sempre di occultisti, e traevano ispirazione dal mito di Lovecraft per scrivere dei manuali spacciandoli per veri. Non sorprende quindi che ancora oggi esistono decine di versioni del Necronomicon … Persino la chiesa ufficiale di satana ammette che il Necronomicon non esiste, anche se invita a tentare i riti contenuti nelle varie versioni apocrife.

E voi, cosa ne pensate? Vi lasciamo con le parole che fanno da prefazione al Necronomicon: “Non è morto ciò che in eterno può attendere, e col volgere di strane epoche anche la morte può morire”.

“La notte s’apre sull’orlo dell’abisso. Le porte dell’Inferno sono chiuse: A tuo rischio le tenti. Al tuo richiamo Si desterà qualcosa per risponderti. Questo regalo lascio all’umanità. Ecco le chiavi. Cerca le serrature; sii soddisfatto. Ma ascolta ciò che dice Abdul Alhazred: Per primo io le ho trovate. E sono matto”.