Il Cronovisore del Vaticano e il mistero della macchina del tempo

Nel 1972 uscì la notizia che in Vaticano verrebbe tenuta gelosamente nascosta una macchina, appunto il Cronovisore, che come fosse sorta di televisore, sarebbe in grado di vedere il passato.

Questa storia, che ha davvero dell'incredibile, in generale la si considera una sorta di leggenda. Anche perché logicamente è praticamente impossibile pensare che possa essere reale. Tuttavia è così affascinante e particolare che merita di essere raccontata. Il cronovisore sarebbe un ipotetico dispositivo in grado di captare e riprodurre immagini e suoni provenienti dal passato. La cosa più sorprendente però è che in molti pensano che il dispositivo sia reale e che costituisca uno dei segreti più gelosamente custoditi dallo stesso Vaticano.

Ecco quindi: Il mistero della macchina del tempo del Vaticano: il cronovisore.
Il 2 maggio 1972, la Domenica del Corriere pubblicò una notizia insolita, che sorprese migliaia di lettori. Un team di scienziati dai quali si contavano Enrico Fermi e Werner von Braun, sotto la guida del monaco benedettino Marcello Pellegrino Ernetti, avrebbero inventato una macchina capace di catturare suoni e immagini dal passato. Fu lo stesso Padre Ernetti a battezzarlo cronovisore, ossia visore del tempo.

Spiegando che si basava sul principio della fisica classica, secondo la quale l'energia né si crea né si distrugge. Vale a dire che le onde visive e sonore, si sottomettono alle stesse leggi fisiche della materia. Quello che il cronovisore poteva fare, era accedere alle onde luminose e sonore del passato, ricomponendole e riorganizzandole nelle stesse immagini e negli stessi suoni, che l'avevano formate in origine. Se le onde visive e sonore non si distruggono, vuol dire che sono energia e poter recuperare quell'energia sarebbe possibile.

Padre Ernetti rivelò che grazie a questa invenzione, era stato in grado di fotografare Gesù Cristo, la distruzione di Sodoma e Gomorra e altri grandi eventi storici, come la fondazione di Roma nel 753 avanti Cristo. Oltre a questo grazie al crono visore era stato in grado di ricomporre la scomparsa opera Tieste scritta da Quinto Ennio, così come il testo originale delle tavole dei comandamenti e presenziare in numerosi altri episodi biblici.

La prima domanda che si fecero tutti, fu la seguente: com'è possibile che un semplice sacerdote abbia creato una macchina del tempo? Padre Ernetti aveva una risposta anche a questo quesito. L'uomo stava lavorando a fianco di Padre Agostino Gemelli, dell'università cattolica di Milano ad una serie di registrazione di cantici gregoriani, quando avrebbe sentito la voce di un defunto sacerdote che stava parlando con lui.

Questa voce sarebbe stata catturata dal registratore che stavano usando in quel momento. Padre Ernetti si sarebbe allora chiesto, cosa succedeva a tutte le immagini e i suoni emessi dagli esseri umani. Sparivano del tutto o continuavano ad esistere in qualche modo? La domanda lo avrebbe spinto a chiedere l'aiuto di alcuni scienziati e di formare un team che doveva lavorare alla sua idea. Furono interpellati Enrico Fermi e Werner von Braun, un ingegnere aerospaziale considerato uno dei più importanti professionisti nel suo settore.

Il sacerdote francese François Charles Antoine Brune, fu uno dei primi a sentir parlare del cronovisore. L'uomo disse di aver conosciuto Padre Ernetti negli anni '60, quando durante un viaggio a Venezia, gli avrebbe confidato l'esistenza di un dispositivo che gli avrebbe permesso di rispondere ad alcune domande sulla Bibbia. Intrigato Brune gli chiese a che dispositivo facesse riferimento e Padre Ernetti gli avrebbe parlato del cronovisore.

Secondo la sua descrizione, il dispositivo sarebbe stato molto simile a una televisione, capace di sintonizzarsi sul passato e di permettere allo spettatore di assistere agli eventi che erano successi in un determinato momento della storia. Allo stesso tempo però Padre Ernetti disse che il Vaticano aveva cancellato il progetto e requisito la macchina. Non l'aveva però distrutta ma conservata in una delle stanze della santa sede.

Un'altra versione però suggerisce che il dispositivo sia stato smontato e che i differenti pezzi siano conservati in luoghi diversi, in modo da non permettere l'uso. Padre Ernetti infatti aveva ammesso che un dispositivo del genere, capace di sintonizzarsi sugli eventi passati, nelle mani sbagliate poteva rappresentare un grande pericolo e addirittura dare origine alla peggiore delle dittature.

Chiaramente la comunità scientifica reagì immediatamente, dicendo che racconto di Padre Ernetti non aveva nessun senso e che una macchina del genere non si sarebbe mai potuta costruire. Così il sacerdote presentò delle prove. In particolare queste due fotografie di Gesù Cristo e il testo completo dell'opera Tieste che si sarebbe potuta ricostruire grazie alla macchina.

C'è da dire però che bastò una semplice indagine un po' più approfondita, per mostrare l'inganno delle foto. La prima apparteneva al volto di un crocefisso custodita nel santuario dell'amore misericordioso a Collevalenza. La seconda e tratta da un'opera del pittore tedesco Johannes Raphael Wehle. Il testo di Tieste includeva parole in latino che non esistevano nel momento in cui era stato composto.

Insomma tutte le prove presentate erano indubbiamente false. Quando le stesse prove portano alla luce un inganno è normale pensare che tutta la storia raccontata da Padre Ernetti fosse stata inventata. Il sacerdote però prima di morire nel 1994, scrisse una lettera, affermando ancora una volta che l'esistenza dal cronovisore è una realtà e che le prove false erano state create ad hoc per screditare la sua versione.

In un'intervista rilasciata poco prima della sua morte, spiegò che il Papa Pio XII, gli aveva proibito di divulgare qualsiasi dettaglio in merito al dispositivo, proprio per il pericolo che il suo uso poteva comportare. Allo stesso tempo aveva assicurato che la grande segretezza del progetto dipendesse da alcune verità che la macchina aveva portato la luce e che avrebbero cambiato completamente la concezione che abbiamo della storia dell'umanità. Queste verità dovevano rimanere segrete il modo più semplice per farlo sarebbe stato quello di screditare il racconto dell'esistenza stessa del cronovisore.

Arrivati a questo punto, credo che la maggior parte di noi si sia fatto un'idea precisa sul caso. Queste ultime parole di Padre Ernetti, possono essere considerate ancora una volta semplici fantasie, anche se questa insistenza e questa bugia portata avanti per così tanti anni, potrebbe farci venire un piccolo dubbio, piccolissimo ma pur sempre un dubbio.

Ma manca ancora un fatto all'appello, che potrebbe rendere questo dubbio un po' più grande. Nel 1988 infatti, il Vaticano emise un decreto con il quale si avvertiva che sarebbero stati scomunicati tutti coloro che avessero catturato o divulgato con qualsiasi strumento tecnico eventi passati. L'avvertenza totalmente assurda e non necessaria se consideriamo che fino a quel momento il Vaticano aveva negato l'esistenza di un dispositivo del genere. C'era davvero bisogno di questo decreto?

Personalmente mi risulta alquanto difficile credere all'esistenza di una macchina con queste caratteristiche, anche perché le leggi fisiche che ne spiegherebbero il funzionamento, non mi convincono affatto.

Più che altro, credo che l'idea di Padre Ernetti sia stata quella di trovare un modo per riaffermare e dare più forza agli eventi descritti nella Bibbia. La fede di un fedele dovrebbe essere cieca, ma se può essere aiutata in qualche modo, perché non farlo? Forse questa fu l'idea di Padre Ernetti per l'appunto.
https://youtu.be/M4Yv3FlLO6A