Il caso "Amicizia". Gli extraterrestri che vissero in Italia, nei dintorni di Pescara.

Nel libro "Contattismi di massa" nell'ultimo capitolo, intitolato “Amicizia”, si racconta la storia di un gruppo di persone che hanno avuto contatti con esseri extraterrestri per molto tempo e hanno interagito con loro, proprio in Italia nei pressi di Pescara.

Oggi parleremo di un caso che si svolse in Italia tra gli anni '50 e '70, ma che riemerse nell'anno 2007 grazie alla pubblicazione di un libro, dal titolo "Contattismi di massa". Nell'ultimo capitolo di questo libro dal titolo “Amicizia”, il suo autore, Stefano Breccia, racconta la storia di un gruppo di persone, testimoni oculari della presenza di una comunità extraterrestre, insediata in una base sotterranea nei pressi di Pescara, da qui il nome del caso: Amicizia. Detto così potrebbe sembrare, una semplice storiella dai toni fantascientifici. Il racconto però è così ricco di dettagli e così affascinante, che raccontarlo ne vale veramente la pena. Sarà solo frutto della fantasia dei protagonisti o potrebbe esserci qualcosa di vero?

Ecco quindi: Il caso "Amicizia": gli alieni che vissero in Italia.
Nella primavera dell'anno 1956, durante un'escursione alla fortezza Pia, una rocca che domina Ascoli Piceno, tre uomini, Bruno Sammaciccia e i suoi amici Giulio e Giancarlo, vengono avvicinati da due esseri, in tutto e per tutto uguali ad esseri umani ad eccezione della loro altezza. Uno alto all'incirca 2 metri e l'altro 3. Parlando con loro, vengono a sapere della loro origine extraterrestre e quello è solo il primo di tanti altri incontri ai quali partecipano sempre più persone.

Il passaparola desta la curiosità di molti altri amici che iniziano a partecipare regolarmente a questi incontri. Professori, ingegneri, giornalisti, impiegati, operai. Insomma persone comun,i che non avrebbero mai pensato di inventarsi una storia del genere e che per questo motivo si videro attribuita all'inizio, gran credibilità. Dopo un certo tempo, il gruppo inizia ad attribuire a questi esseri il nome di W56, anche se il loro vero nome sembra essere Akrij, ossia i saggi in sanscrito.

Per decenni la vicenda rimane un segreto, fino a quando nel 2007, Bruno Sammaciccia, prima di morire, chiede all'amico Stefano Breccia di riportare per iscritto il fatto. Da qui nasce il libro "Contattismi di massa" che a seguito della pubblicazione, scatena una polemica di enormi dimensioni. A parte l'assurdità del racconto in sé, quello che veniva criticata maggiormente, era la totale assenza di prove e in seguito, l'inaffidabilità dei protagonisti. Il tutto sembrava una truffa colossale, anche se non si riusciva a capire ne il perché fosse stata organizzata ne quale fosse il suo scopo. In effetti anche i protagonisti più in vista all'interno del caso Amicizia, non erano diventati ne ricchi e ne famosi, ma difendevano ancora la storia presentandola come una realtà, sebbene incredibile e difficile da accettare.

Tra di essi si trovava Gaspare De Lama, uno degli amici che aveva assistito in prima persona ai fatti e che concesse qualche anno dopo la pubblicazione del libro, un'intervista a diverse riviste, dove raccontava la sua versione. Secondo la sua versione, nel gruppo non esistevano dei capi, ma Bruno era il punto di riferimento principale per gli alieni. L'uomo aveva anche un nucleo impiantato dietro all'orecchio, che gli permetteva di comunicare telepaticamente con gli extraterrestri. Una delle prime assurdità che fu utilizzata dai detrattori per gettare fango sulla vicenda, consisteva nel fatto che gli alieni, domandavano ai loro compagni umani delle derrate alimentari o dei barili d'acqua. Il gruppo lasciava questi beni in tir parcheggiati in un determinato punto della strada e mentre gli autisti erano distratti, smaterializzavano il loro contenuto in un istante. Come se fossero padroni di una tecnologia simile al teletrasporto.

Lo stesso Gaspare rimaneva scettico di fronte a fatti di questo genere e in molte occasioni pensava che il tutto fosse una messa in scena. Quando iniziava a pensare così però, riceveva dei messaggi da una radiolina che portava sempre con sé e che trasmetteva di tanto in tanto le voci di alcuni extraterrestri con i quali era in contatto, che lo invitavano a cambiare il suo modo di pensare. Era come se quegli alieni avessero la possibilità di leggere la sua mente e sapessero con precisione il momento in cui Gaspare stava esprimendo dei dubbi sulla veridicità di quello che stava vivendo. Oltre a questo, per dargli un'ulteriore prova della loro esistenza e superiorità, i W56 accettarono di mostrargli le loro astronavi. Velivoli che vennero in seguito descritti come veri e propri laboratori volanti, ognuno con la sua funzione.

Tuttavia i W56 non sarebbero stati l'unica razza aliena esistente sul pianeta terra. Solo nelle basi italiane, sarebbero stati presenti più di 200 extraterrestri, organizzati in una confederazione. La base italiana, sarebbe stata solo una delle tante. Ve ne erano presenti anche in Austria, Argentina, Svizzera, Francia e Inghilterra. La domanda più importante a questo punto è: cosa ci facevano gli alieni qui sulla terra? Che cosa volevano dai loro amici umani? E ancora, da quanto tempo erano qui?

La risposta a queste domande era ben nota ai protagonisti della vicenda, anche se riuscire a farla credere a chi non aveva assistito ai fatti in prima persona, era alquanto difficile. Nonostante questo, decine di persone sane di mente e di cultura media, se non elevata, ne furono testimoni oculari e giurarono che i fatti a cui assistettero, sono completamente reali. La terra è un pianeta che gli alieni chiamano pianeta madre, perché è uno dei 50 pianeti della nostra galassia, che danno la vita, cioè danno l'uomo. I W56 dicevano che sulla terra si sono succedute sei civiltà differenti, che si sono auto distrutte per colpa di guerre o altri disastri ecologici.

L'ultima di queste civiltà, conosceva il volo spaziale e una piccola parte è riuscita a salvarsi, viaggiando fino a un altro pianeta. La loro evoluzione è continuata nel corso dei millenni successivi. Sono cresciuti soprattutto in altezza e in seguito sono riusciti a entrare nella confederazione galattica. Insomma i W56 sarebbero stati sia extraterrestri che ex terrestri, avrebbero vissuto in precedenza sulla terra.

Il motivo per cui si sarebbero installati nelle basi sotterranee in Italia e altre parti del mondo, sarebbe stata la ricerca di quella che veniva definita “Uredda”. Per spiegarla Gaspare, durante la sua intervista, disse letteralmente: Era apparentemente il vero scopo del loro esperimento con noi. Io lo definisco in questo modo, anche se non è la parola giusta. L'Uredda è l'energia dell'amore. I W56 conoscono una dozzina di energie che noi non conosciamo e che loro sfruttano per i loro mezzi. L'amore è energia. L'odio è energia e lo siamo anche noi. Sembriamo di materia, ma la materia è energia. Tutto è energia. L'Uredda è l'energia che scaturisce dall'amore e a loro serviva per alimentare i loro strumenti, per ricreare l'aria nelle basi, per far volare i loro velivoli.

Fintanto che la producevamo volendoci bene, essendo amici, rispettandoci ed essendo uniti, tra di noi e verso di loro, finché questa energia l'abbiamo alimentata, le cose sono andate avanti. Con il passare degli anni l'ego di ognuno di noi è tornato a galla. Abbiamo iniziato a soffrire di gelosie reciproche, di invidie, che poi si sono addirittura trasformata in odio, allora si è rotto qualcosa.

L'Uredda ha iniziato a scemare e i W56 se non sono dovuti andare, perché gli strumenti e l'aria stessa nelle basi, non erano più alimentati. In mancanza di questa fonte d'energia, gli alieni avrebbero alla fine lasciato le loro basi e sarebbero ritornati sui rispettivi pianeti. Era il 1978, un anno dove si registrò un numero incredibile di avvistamenti ufo in tutto il centro Italia. Ma anche l'anno in cui dei misteriosi globi luminosi, emersero dall'Adriatico, terrorizzando i pescatori nelle vicinanze e mettendo in allarme la guardia costiera. Quest'ultimo fatto è ben documentato e accade realmente. Quindi è possibile parlare solo di coincidenze?

Il caso Amicizia sta facendo parlare di sé, da diversi anni ormai. È vero che non gli si è concesso molto credito fino a questo momento. Soprattutto in un'epoca dove, molto spesso ci domandiamo se possano esistere altre forme di vita intelligente nell'universo, ma dove ancora rifiutiamo l'idea che gli alieni possono aver preso già contatto con noi in passato.

Questa storia quindi, come dovremmo considerarla? Una storiella fantascientifica? L'allucinazione collettiva di un buon numero di persone? Oppure un semplice scherzo che si è spinto più in là del dovuto?
https://youtu.be/01o5aMIP5D4