Perché fino al 2102 la primavera entrerà in anticipo

La data convenzionalmente associata all'equinozio di primavera è il 21 marzo, che fu decisa nel Concilio di Nicea del 325 per calcolare la Pasqua cristiana e dalla quale partì l'ultima sistemazione del calendario gregoriano, che usiamo ancora oggi. Ma tale sistemazione non è perfetta: il calendario misura 365 giorni per un anno, cioè un quarto di giro in meno di quanti la Terra ne compia su se stessa durante una rivoluzione completa attorno al Sole (fatta in 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 49 secondi).

Significa che accumuliamo ritardo per 3 anni e poi recuperiamo tutto aggiungendo 1 giorno ogni 4 anni. Il ritardo che accumuliamo fa sì che ogni anno il momento dell'equinozio di primavera sia in un orario diverso rispetto al precedente e può così cadere in un giorno compreso tra il 19 ed il 21 marzo.

Infatti l'ultima volta che l'equinozio è caduto proprio il 21 marzo è stato nel 2007 e la prossima volta sarà nel 2102.