Le Pagelle della Juventus Campione d'Italia per l'Ottava Volta. 

I voti di tutti i giocatori: il pagellone della Juve campione d'Italia nella stagione di Serie A 2018/2019 

Dite campioni d'Italia e poi fatelo altre sette volte. Con la vittoria all'Allianz Stadium contro la Fiorentina, la vecchia signora si è laureata campione per l'ottava volta consecutiva. Nessuno c'era mai riuscito prima nei top campionati europei. L'ultimo scoglio da superare: un Lione dominatore in Francia, che per sette anni consecutivi aveva monopolizzato il torneo, dal 2001/2002 - anno dell'ultima Division One al 2007/2008. Quella volta ci pensa il Bordeaux di Gourcuff e Gouffran a fermare l'egemonia dei Gones.

L'ottavo tassello è figlio di una squadra troppo forte per tutti, che ha stracciato ogni tipo di concorrente dalla prima all'ultima giornata fin qui disputata, grazie ad un Cristiano Ronaldo mostruoso e ad una fase difensiva impeccabile. Oggi analizzeremo uno per volta ogni calciatore a disposizione di Massimiliano Allegri, valutandolo per il suo percorso in campionato.

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Ecco allora il pagellone della Juve campione d’Italia per l’ottava volta con i voti di tutti i giocatori scesi in campo.

Wojciech Szczesny Voto 7. La paura era l'addio di Buffon. Il polacco aveva già ampiamente preso piede fra i pali lo scorso anno, grazie ai continui infortuni dell'estremo difensore di Carrara. Il definitivo addio dopo vent'anni poteva pesare su Szczesny, che ad onor del vero è stato perfetto nel raccogliere la pesante eredità: migliorato molto nelle uscite, ha dato sicurezza per tutta la stagione, compiendo di tanto in tanto parate importanti ai fini del tricolore.

Mattia Perin Voto 6 meno. Ha giocato poco, e questo può valergli come scusa; ma se Massimiliano Allegri ha sempre preferito il polacco fra i pali, un motivo ci deve pur essere. Mattia fa sempre il suo quando viene chiamato in causa, ma quando gioca lui la sicurezza che si avverte è minore. Dovrà lavorare molto se vuole essere il portiere titolare della squadra più forte d'Italia. Per il momento non ci siamo.

Giorgio Chiellini Voto 8. L'hanno già detto che è come il vino? Se la miglior stagione della tua carriera la disputi con 34 o 35 primavere sulle spalle, allora probabilmente al ritiro nemmeno ci pensi. Quando lui non c'è la Juventus in fase difensiva diventa una squadra normale. Fa reparto da solo e si dimostra essenziale. Peccato per i troppi KO, ma il fisico non è più quello di un ventenne.

Leonardo Bonucci Voto 6. La sufficienza è molto generosa: doveva riprendersi Torino dopo la scalmanata avventura rossonera. Lo fa a metà, lasciando spesso a bocca asciutta e con l'acqua alla gola i tifosi bianconeri. Importantissimo in fase di impostazione, ha dimostrato di esser calato notevolmente durante la stagione. Nei cross e nelle marcature spesso la vecchia signora prende gol per sue amnesie. Non è più quello di una volta.

Daniele Rugani Voto 4 e mezzo. Anche accantonando qualche errore in fase di marcatura, quello che esce guardando la stagione di Rugani è disastroso: ogni volta che è chiamato a sostituire Chiellini finisce col farlo rimpiangere. Galleggia quando è chiamato a nuotare e non dà sicurezza, mai, al reparto difensivo. Con lui in campo cala drasticamente anche la concentrazione di Bonucci. Ha confermato tutti i limiti che alcuni tifosi gli attribuivano, nascondendo invece ogni pregio … ma quale pregio?

Martín Cáceres Voto 6. Non aver fatto parlare di sé fuori dal campo ha dimostrato una maturità ritrovata, che prima aveva perduto malamente. Per il resto il giocatore è quel che è, preso in fretta e furia per sostituire Benatia partente per l'Asia, giocava poco alla Lazio, figurarsi in bianco e nero! Troppe volte infortunato, ormai ha forse finito la sua carriera ad alti livelli. Sufficiente per esserci stato senza troppe sbavature.

Medhi Benatia Voto 4 e mezzo. Indisciplinato e scorretto, non accetta di finire in panchina dietro a Bonucci, quello che fino a quattro mesi prima i tifosi definivano Giuda. Accetta di mandare a donne di facili costumi il suo rapporto con Allegri, tanto da non farsi mai schierare per due mesi e fingendosi infortunato.

Andrea Barzagli Voto 5 e mezzo. Onore a lui per l'ennesimo scudetto. Le lacrime per l'eliminazione contro la Germania dall'ultimo europeo le ha asciugate con trofei e soddisfazioni. Quest'anno non può essere sufficiente per i troppi infortuni. Dietro spesso è lento e indeciso; quando gioca non riesce a tenere la velocità dei nuovi ragazzini che la Serie A lancia. Ogni volta che Allegri gli concede spazio non finisce la gara per colpa di qualche acciacco. Bravo comunque ad annunciare il suo ritiro per fine anno, capendo da solo quando è il momento di smettere.

Mattia De Sciglio Voto 6. Chi non risica non rosica. Lui non fa mai rosicare tifosi juventini, ma nemmeno li fa mai sorprendere. Per tutta la stagione si limita, anche legittimamente, a fare il compitino. Sufficiente pienamente per aver lavorato in fase difensiva in estate: il miglioramento è ben visibile. Bravo a sacrificarsi spesso, anche da centrale all'occorrenza.

Alex Sandro Voto 5. A Torino qualcuno dice che sembra essere tornato Molinaro. Bravo in fase difensiva, ma si scorda come si spinge. Non dà nulla in più di quello che potrebbe De Sciglio sulla fascia opposta, con la differenza che il brasiliano ha attaccato alla maglia il peso di una valutazione di almeno 80 milioni di Euro. Rischia di perdere il posto contro uno Spinazzola acciaccato, che nemmeno fa la preparazione. Senza dubbio la peggior stagione da quando è a Torino.

João Cancelo Voto 6. Peccato! Peccato! Parte a raffica, tanto che i 40 milioni sborsati per portarlo a Torino inizialmente sembrano essere cocci di noccioline gettate a terra. Giornata dopo giornata però esce fuori anche tutto il resto. Lacune, troppe, in fase difensiva, e scarsa capacità di saper tenere la pressione quando questa aumenta vertiginosamente. In fase di spinta è mostruoso, ma dietro … la maggior parte dei buchi li lascia lui. Tatticamente è migliorato, ma a personalità non ci siamo proprio.

Leonardo Spinazzola Voto 6. Ricordatevi quello che ho detto all'inizio: qua si valutano le prestazioni in campionato. Lo Spinazzola formato Champions è tutta un'altra cosa! È un'altra cosa che siamo costretti a mettere da parte. In Serie A Allegri lo mette maggiormente nelle gare più semplici, e lui dimostra sempre di meritare qualche minuto in più, a discapito di un brutto Alex Sandro. È duttile, efficace, volenteroso. Deve migliorare però in ripiegamento.

Miralem Pjanić Voto 6. Senza infamia e senza lode. Detta il ritmo in mezzo al campo, è vero, ma pecca nelle verticalizzazioni; e così i bianconeri fanno fatica a creare gioco. Non tenta mai la giocata difficile, ma si limita al minimo indispensabile. Dopo qualche anno di Juventus ancora non ci siamo in personalità; quando la squadra avversaria manda il centrale in pressing su di lui, va in difficoltà, non riuscendo nemmeno nei passaggi più elementari. Al di là di ogni difetto, però, spesso quando Allegri lo toglie il centrocampo ne risente, e si perde. Sufficiente per questo.

Emre Can Voto 7. Attenzione, non è un campione, ma un mastino! Corre e corre, senza fermarsi mai. Mischia ottimamente la tecnica e la tattica al fisico. Quando parte dalla difesa all'attacco fa degli strappi allucinanti. Da inizio anno ha iniziato un percorso che lo ha portato ad essere essenziale per il gioco del conte Max. Ci ha messo qualche partita per adattarsi al nostro calcio, ma è ad oggi il miglior centrocampista della Juventus per qualità, per distacco. Sempre dinamico e lucido. È dovunque.

Blaise Matuidi Voto 6 e mezzo. Sapete come me lo immagino Blaise? È il giorno di Natale, siamo tutti a tavola pronti per iniziare il cenone … Sua moglie, i suoi figli … ma Matuidi non c'è … Il francese è da qualche parte sperduto per Torino che corre. E corre sempre: in campo, in panchina, non si ferma mai. È il polmone della Juventus. I piedi non sono affar suo, sia chiaro. Non riesce a dare quel guizzo nella creazione del gioco, ma non è nemmeno quello che gli si chiede. La grinta c’è e si vede. Il suo lavoro, sporco, è utilissimo.

Rodrigo Bentancur Voto 6. La sufficienza la prende perché ad inizio campionato figurava tra i migliori centrocampisti del nostro campionato per quantità. Col tempo sono arrivati tutti i difetti: è limitato, non ha né coraggio e né personalità. È un buon giocatore che si è scordato di raccogliere la continuità quando l'hanno distribuita. Può sbocciare, ma adesso risulta difficile dire quando. Troppo ruvido, colleziona cartellini come se piovessero.

Sami Khedira Voto 4 e mezzo. Credo sia finito. Per tutto l'anno è stato martellato da infortuni; quando il dio delle avversità lo lascia in pace, fa capire in mezzo al campo di non averne più, di aver finito la benzina. Ad oggi occupa solo un tassello in rosa.

Cristiano Ronaldo Voto 8 e mezzo. Il suo l'ha fatto, e anche molto bene! È vero che spesso si intestardisce alla ricerca della giocata vincente, ma altrimenti non sarebbe Cristiano Ronaldo. La prima stagione in Italia è da incorniciare. Unico trascinatore, leader vero, è sceso in campo nel torneo più difensivista fra i troppi in Europa, andando in gol con una regolarità pazzesca. Non ha già vinto il titolo di capocannoniere perché rimane fuori per infortunio, e perché spesso si riposa in vista della Champions. Che sia in Spagna o in Italia si rivela mostruoso, diventando di fatto l'unico ad aver vinto Liga, Premier e Serie A … e scusate se è poco.

Paulo Dybala Voto 4 e mezzo. Con Ronaldo gli si chiedeva il salto di qualità, e questo non è avvenuto. È un calciatore che per far bene deve girare tutto per il verso giusto. Soffre moltissimo la presenza del portoghese, soprattutto per quanto concerne la personalità. Viene totalmente oscurato e finisce per giocare poco. Snaturato dal suo ruolo originale, perde anche la concentrazione; non salta mai l'uomo, non va mai in rete. Quando Allegri lo leva dal campo fa il muso lungo. Malissimo.

Mario Mandžukić Voto 6 e mezzo. Al girone di ritorno non c'è proprio arrivato: ha finito la benzina molto prima. Ma ha fatto gol contro tutte le big: Roma, Milan, Inter, Lazio, Napoli. Fa una prima parte da 9 e poi crolla. Appena entra in riserva non si muove più. La Juventus con lui in campo gioca in 10. Zero movimenti e zero cattiveria. Forse avrà pesato il mondiale…

Douglas Costa Voto 4. È una lampadina: se la accendi brilla, ma se non trovi l'interruttore hai a casa un oggetto inutilizzato e inutilizzabile. Parte alla grande, ma lo sputo a Di Francesco è solo l'inizio di una annata super travagliata: prima la squalifica, poi gli infortuni. Quando torna, Allegri non lo vede più.

Federico Bernardeschi Voto 6 e mezzo. Il voto sarebbe stato molto più alto contando la Champions League. In campionato prende piede, e grazie a vari problemi di tutte le ali bianconere si prende il posto da titolare. In ripartenza è micidiale; nessun uomo di Allegri ha quel tipo di strappo lì. Con due tocchi arriva in porta, anche se sbaglia sempre l'ultimo tocco. Se migliora in continuità, il prossimo anno sarà la sua stagione.

Juan Cuadrado Senza voto. I troppi infortuni lo penalizzano. Non gioca praticamente mai, e il suo valore cala drasticamente. Gioca solo 13 partite, ma la maggior parte sono scampoli: alla fine sono solamente 786 minuti.

Moise Kean Voto 7. Ha garra e grinta: non s'arrende mai! Allegri lo butta nella mischia nella seconda parte di stagione, e lui mai lo fa pentire. Segna con una regolarità pazzesca, dimostrandosi l'uomo giusto al momento giusto. Infrange un record alla settimana, guadagnandosi l'appellativo di futuro del calcio italiano.

Massimiliano Allegri Voto 8. Come gli scudetti vinti di fila dalla Juventus e dal duo Conte – Allegri. Perché gli si potrà dire qualunque cosa, ma il conte Max ha vinto lo scudetto passeggiando. Lo ha vinto a Natale, spesso giocando addirittura con De Sciglio centrale. Nel frattempo s'è preso anche il brivido di far debuttare il millennial Kean, sestuplicato il suo valore. In campionato è il re indiscusso.