Murubutu - La Vita Dopo La Notte (prod. Il Tenente) | Significato, Testo e Video Ufficiale 

Murubutu, al secolo Alessio Mariani, prosegue ancora una volta, all’interno della scena rap italiana, una (quasi unica) strada intellettuale in un genere che fa della cultura di strada la sua linea guida. Un nuovo album che ha per filo conduttore la notte: il calare del sole apre le porte a «una nuova dimensione che rende possibile capovolgere la coordinate della percezione diurna. La notte come luogo sia fisico che mentale». Notte: declinata in tutte le sue anime, sfaccettature. Coordinate scombussolate, accadimenti inimmaginabili alla luce del sole

Quando parla del suo modo di fare rap, del suo stile nel comporre, così si definisce Murubutu: "Io sono un grande amante della narrativa e ho pensato che questo fosse un modo indiretto per parlare di contenuti che riguardano un po’ tutti gli esseri umani. Un po’ come la mitologia che parla delle caratteristiche salienti dei rapporti dell’essere umano sin dalle origini, anche la narrativa riassume un po’ il vissuto di noi tutti. Esprimere i contenuti in questo modo può essere una modalità accattivante per parlare di cose importanti".

Tenebra è la notte” è un album fittissimo di citazioni e riferimenti ad opere della letteratura moderna e contemporanea. "La letteratura è “la mia cifra”, nel senso che mi piace inserire negli album una componente culturale e soprattutto letteraria”.

Così recita il comunicato stampa di presentazione del nuovo album:

"La notte come realtà parallela che trasforma magicamente i luoghi su cui cala mutandone i contorni, i colori ma anche le percezioni, i comportamenti e i sentimenti delle persone che la vivono. La notte come momento di riposo o tormento, ora sogno, ora incubo. La notte come continua metamorfosi soggetto oggetto che assume facce diverse in un ciclo continuo.
... Nell'album la notte si fa medium narrativo attraverso cui raccontare fenomeni complessi come la guerra, la solitudine, il lutto ma anche il fascino della natura, l’ispirazione artistica, l’amore. Il titolo che parafrasa la celebre opera di Fitzgerald allude alla notte come catalizzatore di paure e speranze in cui l’individuo vive più che mai il confronto con se stesso.
... I rap-conti contenuti nell’album sono ambientati in tanti luoghi, prossimi o remoti, dove l’arrivo della notte rappresenta l’inizio di una nuova dimensione che rende possibile capovolgere la coordinate della
percezione diurna. La notte come luogo sia fisico che mentale.  
... Una dimostrazione, rivolta soprattutto alle giovani generazioni, di come si possa realizzare musica hip hop senza tralasciare concetti e riferimenti che possano contribuire ad una crescita culturale".

https://youtu.be/r7ef090lnDU

TESTO di "La Vita Dopo La Notte" - Murubutu 

Passava lenta la nottata che inondava come lava
Quella strada e la sua casa bianca in via Pascal
Nel tempo l'aria era cambiata
La città s’era ingoiata la campagna
Circondata da palazzi e bar
Fuori il mondo cambiava, là intorno alla casa
Poi giorno per giorno il contorno
E Vittorio guardava, là sul davanzale
E sua moglie in soggiorno cantava un'aria in fa di Bach
Donata amava la rugiada che imperlava la genziana
Germogliata ed invidiata in tutto il boulevard
E il suo sorriso un po' attempato un’alba ambrata
Che sorgeva ogni giornata dentro i margini del suo foulard
A volte lui domandava, là immersi nell'afa
"A che pensi, a che pensi Donata?"
La notte ha un codice e chiama i tuoi occhi in onice e in giada
Lei intanto lo guardava e gli diceva ancora:

Resta con me, con me, se stai con me tu qui stasera
Il sole non c'è, non c'è, là fuori è notte e il buio impera
Resta con me, con me, se stai con me qui a notte piena
Stare io e te, io e te: non basterà una vita intera

Sembrava eterna là dopo la grande guerra
Quell'estate in cui la vide per le strade della sua città
Presso una breccia dovuta alla contraerea
Lui aveva un po' di terra messa a regola là in via Pascal
E la incontrava ogni tanto, intrecciando il suo sguardo ai suoi occhi tra i fori del marmo
Si presentò all'alba, coi fiori di campo
Parole d'amore, soffioni nell’aria
Com’era bella la sposa vestita a festa
Radiosa, pudica e fresca, poi donna felice e puerpera
E in quella terra un tugurio poche finestre
Da buco di rovi e vespe, divenne di luce e festa
E lui con le sue mani, ne eresse le basi poi i piani, le travi:
Il domani, il domani
Negli acri fra tigli, negli anni coi figli, poi figli dei figli:
Lei che piange di felicità

Resta con me, con me, se stai con me tu qui stasera
Il sole non c'è, non c’è, là fuori è notte e il buio impera
Resta con me, con me, se stai con me qui a notte piena
Stare io e te, io e te: non basterà una vita intera

Era passato tanto tempo e un cielo nero, un vero gelo là tracciava un suo disegno nell'oscurità
Quando lei disse "Sai non temo anche se tremo, sai che credo che staremo sempre insieme senza avere età"
Colpi di tosse, nel buio di quella notte
Quando lei perse le forze poi sognando se ne andava altrove
Pioveva a fiotti, le nubi sopra la coltre
Quando lei chiuse i suoi occhi lui non resse e la seguì in due ore
Il caldo del pianto, il vuoto nel cardio e anche senza più fiato lei sembrava chiamarlo
Una vita accanto, la mente funziona a incastro
A capire a fondo il mondo ogni giorno ti serve l'altro
Oggi non nevica, fuori c'è l’erba medica
E Donata canta piano, guarda fuori con curiosità
E c'è un cartello là fuori, c'è scritto “in vendita”
Lui osserva chi si ferma per guardarlo lungo via Pascal
A chi chiede di chi era quella casa nella via
La gente gli risponde che cent'anni anni fa
Visse una coppia, una storia d'amore autentica
Una storia così bella che si dice siano ancora là

Resta con me, con me, se stai con me tu qui stasera
Il sole non c'è, non c'è, là fuori è notte e il buio impera
Resta con me, con me, se stai con me qui a notte piena
Stare io e te, io e te: non basterà una vita intera